È da molto che non passo di qua e, cavolo, mai prima di allora avevo visto un autore prendersela tanto per una critica costruttiva… tredicenni che scrivono per moda e non sanno distinguere una “a” da un “ha” ne ho viste tante, ma questo è un altro paio di maniche.Mi sono sentita rispondere, poco fa, una cosa del genere:
Mi meraviglia che uno che ammetta di avere una grande cultura poi scada in affermazioni a dir poco ingiuriose contro possibili lettori. So di non essere una fonte affidabile, che cerco di scrivere qualcosa di decente da mandare in stampa, che scrivo critiche solo a ciofeche che non si sa bene perché vengano scritte (sto parlando di ficcyne = fan fiction scritte con i piedi e, il più delle volte, in sms-ese e che martoriano altre opere, quindi niente di personale con il signor Rocca) e che probabilmente la mia opinione non importerà ad anima viva, ma quello che mi sento di dire (e che ripeto il più delle volte) è: se una persona non è pronta per ricevere delle critiche costruttive da parte di potenziali lettori, allora farebbe meglio a non pubblicare ed a crescere ancora un pochino.
Coloro che scrivono (e leggono) qui, sia i post che Gamberetta ed altri ci propongono, sia i commenti, sono potenziali lettori di un’opera, come tali sono sempre liberi di esprimere il proprio gradimento sulla suddetta. Mi sembra veramente infantile insultare i “potenziali lettori”, perché qui non leggeranno solo loro che sono i diretti interessati dell’insulto, ma anche altri e potranno farsi un’idea di come sia un autore, al di là di ciò che uno abbia scritto e/o pubblicato. Anche il fatto di sbagliare - involontariamente, magari - certe cose elementari come “quì”, “quà”, “pò” danno un’idea assolutamente erronea dello scrittore.
Non vedo cosa c’entri il dimostrare di sapere l’etimologia di una parola ed il suo uso nella letteratura antica. Qui non siamo in un’aula universitaria, non c’è bisogno di dimostrare la propria cultura con mezzucci da quattro soldi. La cultura non si fonda solo su nozioni scolastiche, va al di là di ciò che uno impara sui banchi di scuola (io avrei imparato ben poco, allora, visto che sono uscita per il rotto della cuffia dal liceo).
Ho riscontrato in molti, che si credono grandi scrittori, lo stesso problema: pensano di essere più acculturati di altri solo perché hanno una laurea in più, ma non è così, perché anche un artigiano con la passione per la storia, la letteratura, le scienze, ecc. che non ha avuto la possibilità di proseguire gli studi ne saprà di più di un pluri-laureato che si vanta tanto della sua - talvolta esigua - cultura.
Tutto questo per dirle, caro signor Rocca, che dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e scendere dal gradino più alto che si è creato da solo, perché non è nessuno e continuando a pensare di essere migliore non fa altro che peggiorare la sua posizione.
Forse sarò andata un po’ fuori tema, ormai, ma non ho letto tutti gli altri commenti, chiedo venia, ma anch’io, come altri, sto preparando gli esami universitari e non ho molto tempo.
Sandi85:Ora, sarete convinti del mio sconcerto, soprattutto quando ho letto la prima riga: per il signor Rocca, io vivrei in un mio mondo pseudo onirico.
Vedo che anche tu sei connessa con il tuo mondo immaginario pseudo onirico. Quando dirai qualcosa di sensato l’interscambio potrà avvenire, diversamente sarebbe come se qua ognuno dei due parlasse per conto suo nonostante la compresenza.
Poi io mi sto divertendo in questo forum, sono solo minimamente irritato dalle assurdità surreali e dal girotondo ostinato di una stretta cerchia di commentatori.
Saluti
Onirico /o'niriko/ [dal gr. óneiros 'sogno', di origine indeur.] agg. (pl. m. -ci) • Relativo e simile ai sogni: visione onirica.Dunque, secondo il signor Rocca, io vivrei nel mio bel mondo di sogni, visto che gli ho mosso alcune argomentazioni (o meglio opinioni) che non è stato in grado di confutare... e poi dicono a me che cerco di sviare gli argomenti e non rispondo.
Se posso chiederle quale sarebbe il mio mondo pseudo onirico? Solo perché ho detto che ci sarebbe bisogno di un po\’ più di maturità per accettare le critiche? O solo perché ho detto che ogni giorno tento di scrivere qualcosa di decente da mandare alle stampe?Adesso aspetto ardentemente la risposta dell'esimio, per sapere cos'ha da dirmi (offendere) ancora.
Ho detto qualcosa che non ha senso nel mio precedente commento? Io ci ho letto solo dei sacrosanti consigli sull\’umiltà e la smetta di stare sul piedistallo che si è auto-creato, perché avrà anche fatto leggere il libro ai più esimi professori, docenti, rettori universitari, ma sono solo una piccola parte di ciò che potrebbe essere il suo pubblico.
Io ho cercato un dialogo pacato ed intelligente con lei, ma vedo che è inutile, perché continua ad offendere senza conoscere le persone che ha al di là dello schermo e come ho chiesto ad altri, lei sa vita, morte e miracoli di chi scrive dall\’altra parte per dire che vive nel proprio mondo pseudo onirico? Forse è meglio che inizi a crescere ed a considerare più punti di vista, perché così non farà molta strada.
Ma purtroppo anche questo mio post non sarà sensato, quindi continuerà a dire che sono un\’idiota perché mi pongo sempre nuove sfide e so accettare le critiche costruttive meglio di un autore che cerca di essere famoso.
I racconti che parteciperanno dovranno essere ispirati ad una citazione del grande scrittore inglese.
Regolamento:• Le donne non si comprendono, si amano.
• Gli inglesi oggigiorno hanno veramente tutto in comune con gli americani, tranne, naturalmente, la lingua.
• Mi piace sentirmi parlare. È una delle cose che mi divertono di più. Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola di quello che dico.
• Una cosa non è necessariamente vera perché un uomo è morto per realizzarla.
• Lo scopo della vita è l'autosviluppo. Sviluppare pienamente la nostra individualità, ecco la missione che ciascuno di noi deve compiere.
• Credo che nella vita pratica si possa ottenere un vero successo, purché sia senza scrupoli; l'ambizione è sempre priva di scrupoli.
• Ho il culto delle gioie semplici. Esse sono l'ultimo rifugio di uno spirito complesso.
• Per entrare nell'alta società oggi bisogna saper pascere la gente, o saperla divertire, o scandalizzarla; non occorre altro.
• Tutte le persone affascinanti sono viziate. Ecco il segreto del loro fascino.
• Il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo, la più difficile e la più intellettuale.
• Il mistero dell'amore è più grande che il mistero della morte.
• Non vi è che una sola cosa orrida al mondo, il tedio. Ecco il peccato che non trova perdono.
• Il cinismo è semplicemente l'arte di vedere le cose come sono, non quali dovrebbero essere.
Quando ho letto questa cosa mi è sembrato di vedere un adulto di 40-50 anni che sbatteva i piedini come una comune ficcynatrice di 13-14, il che mi ha fatta inorridire parecchio.Continuo a non capire perché lettori annoiati, irritati terminino i libri che li fanno sentire così: siete dei masochisti? L’unica spiegazione è che non vedete l’ora di terminarlo per poterlo poi fare a pezzettini. Ossia, accusate me di ciò che voi bramate di fare. Sempre che ne abbiate la forza. Se vi manca, non lo fate e passate all’azione dopo aver “sfogliato”. In una parola: criticoni, non critici.